Category Archives: Anything that inspires me

Loie Fuller, photographs

Responsible for a #radical#renewal of #dance in the overcoming of academic formalism, Loïe Fuller anticipates the demands of the artistic avant-garde that would soon become established.

The transition from gas to electric lighting, which began in 1879, encouraged her studies on light, for which she was appointed a member of the French Astronomical Society.

“One of the first of many American modern dancers who traveled to Europe to seek recognition. Fuller supported other pioneering performers, such as fellow United States-born dancer Isadora Duncan. Fuller’s pioneering work attracted the attention, respect, and friendship of many French artists and scientists.

An #1896 film of the Serpentine Dance by the pioneering film-makers Auguste and Louis Lumière gives a hint of what her performance was like. (The unknown dancer in the film is often mistakenly identified as Fuller herself; however, there is no actual film footage of Fuller #dancing).

Fuller’s stardom owed nothing to the sexual glamour that, to this day, usually comprises the appeal of female performing artists. Fuller even managed to be openly lesbian while evoking virtually no titillation or disapproval in her public. Contemporary journalists tended to describe her personal life as “chaste” and “correct”, writing often of her relationship with her mother and rarely even mentioning her live-in female companion of over twenty years, Gabrielle Bloch.

#Experimenting is a form of #desire.

Fuller “was way more interested in making things happen than creating a name for herself.”
I am fascinated when, finding an element in an author that I love I let my self dig into it and develop it so that – as Agamben describes in his idea of interpretation – “it is not possible to distinguish between what is ours and what belongs to the author ”

#giorgiogamben 2017 *Creation and Anarchy chapter 2, pag 32 (italian version).

Dive and let imagination do the job.

#fineartprinting#touch it lightly.
#photography#artist#americanborn#paris#moderndance
#dance#agamben

Love Photography

omG!. ..I love #diabolical stuff! Now I am worried.

Old #funnydebates and #uselessdebates#1839

#photography#society#historyofphotography

Photography & Society
BY GISELE FREUND
First published in English 1980 by David R. Godine, Publisher, Inc. Original edition copyright © 1974 by #GiseIeFreund.

BORING DEBATE:
From the time of its invention it became the focus of violent controversy as to whether it was simply a technical instrument capable of mechanically reproducing what the lens saw, or whether it could be used in the expression of an individual artistic sensibility.

GOODANDBAD DEBATE:
To fix fleeting images is not only impossible, as has been demonstrated by very serious experiments in Germany, it is a sacrilege. God has created man in His image and no human machine can capture the image of God. He would have to betray all his Eternal Principles to allow a French· man in Paris to unleash such a diabolical invention upon the world.

1968 Graffiti

That is a #graffiti. Paris, 1968.
Take your desires as reality.

#desire#1968

#geevaucher on graffiti on a recent interview
“Well, I love a lot of graffiti, it rightly gives people a space to voice and view their opinions, realisations etc. Of course, not all of it will be to one’s liking, especially those that cross the line into hate and discrimination. But you have to let it all go into the mix and let the people work it out, either by covering it up or adding a comment.

Graffiti is such an ancient way of the people voicing an opinion whether it’s “I love Joe” or “Boris [Johnson] is a wanker”. There have been some incredible words and images shared and long may it continue.

The biggest problem is how and where. If you want people to get past the ‘vandalism’ bit, I think it’s important how you approach what you want to say and where you want to put it. Most people don’t want mindless scrawl over their buildings. If you want people to stop, look, consider and think, I think it’s important to approach it with thought, make it part of what you want to say, so there is a chance of getting past the knee jerk reaction. Obviously, the prime example of that has been Banksy – trouble is, it’s gone beyond what he is trying to say and has now become someone’s ‘millionaire’ dream, a photo opportunity. He can’t stop that, it’s now a commodity.

I love the fact that the word graffiti means scratch in Italian, and if you have ever been to Pompeii you see a lot of graffiti, a lot of scratching on walls, insults, declarations of love, political accusations etc, thousands covering the streets. Some are really funny. One of them has a drawing of a dick and next to it it says “handle with care”. Nothing changes much.

https://www.thewire.co.uk/in-writing/interviews/gee-vaucher-of-crass-talks-to-edwin-pouncey

Io sono stato qui, di Gaia Giani.

“Walter Benjamin e Maria Montessori, un incontro possibile” si è svolto presso MiCamera, via Medardo Rosso 19. Giovedi 31 ottobre 2013, h. 18.

Cecilia Quagliana, Francesco Cappa, Martino Negri, moderati da Isabella Amaduzzi, hanno proposto temi filosofici e esposto esperienze professionali e personali sul pensiero e sull’agire pedagogico – sull’importanza dell’osservare e ascoltare – a partire dalle suggestioni del progetto video e fotografico di Gaia Giani : IO SONO STATO QUI, cartoline dalla scuola Montessori di via Porpora (Milano). Self Published, editing the Photographers’ room.

Lo sguardo di Gaia Giani nelle fotografie e nel video e il montaggio di Maresa Lippolis hanno davvero saputo comunicare, muovere, facilitare un pensiero capace di informare e trasformare. Complimenti a Gaia e grazie a Micamera per aver voluto e accolto questo incontro.

L’interdisciplinarità ha dato un fantastico esempio del suo potenziale nell’incontro e nella collaborazione di professionalità distinte: Cecilia Quagliana direttrice didattica di una scuola montessoriana, Francesco Cappa filosofo, Martino Negri esperto di illustrazioni, Isabella Amaduzzi traduttrice; uniti e aperti di fronte al pubblico grazie allo sguardo testimone, vissuto e tradotto della fotografa, documentarista, filosofa e madre. Cavallerizza e amica, si potrebbe aggiungere, ma forse, forse, questo non c’entra…. ;)

L’incontro è stato registrato da Gaia. Il suo progetto è in progress, attendiamo le prossime tappe!

http://www.raffaellocortina.it/figure-dell%27-infanzia

Questo il libro di recente pubblicazione, a cura di Francesco Cappa e Martino Negri , traduzioni dal tedesco Isabella Amaduzzi su Walter Benjamin (1892-1940), filosofo, teorico della cultura e letterato tedesco, è oggi riconosciuto come una delle figure più originali e acuti interpreti della modernità.

 

Vittorio Mortarotti

 THE FIRST DAY OF GOOD WEATHER.

Van Der – Via Giulia Di Barolo 13 – Torino T: 0116983283 – 33352053866 www.vandergallery.com

THE FIRST DAY OF GOOD WEATHER, la prima personale in Italia di Vittorio Mortarotti.

Il titolo della mostra riporta il comando che il Presidente degli Stati Uniti Harry Truman diede per il lancio della bomba atomica sul Giappone. Lancio che sarebbe avvenuto su una delle città bersaglio nel momento in cui su una di queste si fosse presentata una condizione di bel tempo. Il 6 Agosto 1945 quella città era Hiroshima.

Parte da qui un racconto fotografico che nasce da una perdita personale, quella del fratello di cui l’artista cerca le tracce fino in Giappone, e diventa esplorazione fisica e metaforica tra quello che rimane (macerie, rottami, oggetti trovati) e quelli che rimangono (i sopravvissuti).

Il Giappone fotografato da Vittorio è quello di Kaori, la fidanzata giapponese del fratello, ma anche quello dello tsunami del 2011 e della bomba atomica.

A due anni esatti dalla catastrofe che causò la morte di circa 25000 persone e la distruzione di 475000 abitazioni Vittorio parte da Fukushima e dalle temporary house delle prefetture di Miyagi e Iwate dove vivono i sopravvissuti e dove l’artista ha trascorso molto tempo. Il viaggio prosegue a Niigata, una delle città salvatesi dal bombardamento degli americani grazie alla condizioni meteo non ottimali presenti la mattina del 6 agosto del 1945, continua a Hiroshima e giunge infine a Machida, il sobborgo di Tokyo dove vive Kaori, la ragazza che ha continuato a scrivere al fratello di Vittorio ancora mesi dopo l’incidente e le cui lettere, trovate dall’artista pochi mesi prima, hanno fatto nascere l’idea del progetto.

Le oltre cinquanta immagini in mostra creano un percorso non lineare che si svolge tra soggetti, formati, tipi di stampa e carta diversi. Una particolare attenzione è poi data al formato del dittico. Immagini doppie, dallo scarto fisico e temporale minimo, che suggeriscono l’idea di un prima e un dopo.

Il tutto è presentato in un allestimento all’apparenza caotico. Proprio a suggerire e rafforzare l’idea di un flusso incessante di immagini, la mostra per le sue cinque settimane di durata, subirà altrettante variazioni settimanali che porteranno alla sostituzione parziale dei lavori esposti e all’aggiunta di nuovi. Questi interventi saranno aperti al pubblico secondo date che verranno comunicate a breve.

Per l’occasione sarà poi stampato, in collaborazione con Print About Me, un tabloid fotografico realizzato in edizione limitata.

Vittorio Mortarotti (1982) nel 2008 ha la sua prima mostra personale al festival Photomonth di Cracovia. Lo stesso anno espone al Fries Museum di Leeuwarden in Olanda nella mostra “Behind Walls” curata da Wim Melis. Nel 2010 Laura Serani lo inserisce nel progetto “Italian Emerging Photography” che viene presentato al Mois de la Photo di Parigi. Nel 2012 espone nell’ambito della nona edizione di Manifesta realizzando un lavoro -site-specific durante una residenza che ha luogo a Genk, in Belgio.

Mario Airò – En Plein Air

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L’arte dialoga con la misteriosa bellezza della natura, che ne diventa prorompente ispiratrice, in En Plein Air di Mario Airò. Nella mostra fotografica l’artista ci propone il fermo immagine di animazioni laser proiettate su paesaggi dalla natura incontaminata. Sala del Maggior Consiglio, Palazzo Ducale, Genova. Dal 23 ottobre al 3 novembre.

La bellezza sarà il filo conduttore dell’undicesima edizione del ‘Festival della Scienza’, in programma a Genova dal 23 ottobre al 3 novembre prossimi. Una bellezza intesa come prospettiva di un mondo migliore e come stimolo per raggiungerlo. La rassegna si dipanerà in alcuni luoghi simbolo della città, da Palazzo Ducale, al Porto Antico, fino a villa Rossi a Sestri Ponente.

Tecniche: Ink jet paper su canson satin, montaggi su cartoncino acid free.

 

Antonin Kratochvil / Galapagos

Per  Antonin Kratochvil abbiamo fatto una provinatura ad hoc sui suoi file su 8 carte diverse: ha scelto la Harman by Hanemhule Art Fibre Warmtone.

Kratochvil

Il Festival Cortona on The Move nasce dall’incontro tra Carlo Roberti, Fondatore e Direttore del TPW – Toscana Photographic Workshop, e l’associazione On The Move.

La prima edizione del festival si terrà dal 21 Luglio al 4 Settembre 2011 a Cortona (AR), durante il periodo del festival avranno luogo i workshop fotografici del TPW – Toscana Photographic Workshop (24 Luglio – 6 Agosto), la 4° edizione di Passion & Profession (serie di incontri dedicati alla professione fotografica) e le mostre fotografiche di Fotografia IN viaggio. Oltre a questi appuntamenti segnaliamo lo spazio dedicato agli E-magazines, le conferenze ed i dibattiti con gli autori e le proiezioni notturne.

Qui troverete il calendario di tutti gli eventi.

Il festival Cortona on The Move ha tutte le carte per diventare un punto di riferimento internazionale per i professionisti e gli appassionati di fotografia: un festival che si pone come occasione di incontro, divulgazione e sperimentazione.

the Photographers’ room ha curato la stampa della mostra “Galapagos” di Antonin Kratochvil e “Couchsurfing” di Gabriele Galimberti.

La fotografia di reportage politico “behind the scenes” in Italia (non esiste).

Il ritratto fotografico ha sviluppato il gusto per l’introspezione e a guardare se stessi nell’ottica dell’altro. (L. Giraldino)

Qualche giorno fa è passato da Photographers’ room  Alberto Giuliani, fotografo e fondatore della nuova agenzia fotografica Luz.

Abita a due minuti di Vespa dal laboratorio eppure i nostri incontri sono rari o un po’ rapidi:  la sede della sua agenzia è in direzione opposta,  è spesso lui a passare quando deve consegnare negativi o rititare stampe ma da diversi mesi è davvero molto impegnato.  Alberto ha una consapevolezza e conoscenza della cultura fotografica che riesce a comunicare sempre con esempi e concetti chiari e illuminanti: il fatto di essere stati entrambi assistenti (io dopo di lui) di Alex Majoli all’inizio del nostro percorso professionale ha sempre permesso una confidenza e una certa familiarità,  che mi permettono di rivolgermi a lui con estrema libertà.

Gli ho chiesto se  Luz era riuscita a organizzare un behind the scenes di Giuliano Pisapia ovvero fotografare il candidato (Elezioni Amministrative, Milano 2011- Pisapia) nei momenti di vita privata durante le due settimane del ballottoaggio.

La proposta non è stata presa nella dovuta considerazione.  Perchè no?

Diffondere fotografie di scene di vita familiare, non pubblica, non ufficiale, dei politici è uno strumento di propaganda e comunciazione conosciuto sia dai politici che dai giornalisti e photoeditor contemporanei: è un modo di fare politica.

Le immagini di Barak Obama pubblicate in tutto il mondo e ricercate e apprezzate anche in Italia, da quelle di Callie Shell /Aurora, fotografa che ha conquistato con il suo talento le testate più prestigiose, alle immagini ufficiali della casa Bianca di Pete Souza per Time, fotografie che davvero hanno fatto il giro del mondo: non hanno avuto bisogno del contesto di un premio, una mostra, una presentazione “teatrale” , semplicemente sono entrate nella memoria di chi si interessa alla politica, nel mondo.

Barak Obama, Callie Shell for TIme

Alberto mi ha subito fatto riflettere sul fatto che in Italia non esiste una storia e una tradizione di fotografia intima: pochi i fotografi che riprendono scene di sesso, nessuna declinazione di grigio tra reportage e puro o gretto gossip.  Una questione di cultura e di ignoranza fotografica: “forse l’unico che avrebbe potuto saper cogliere questa proposta poteva essere Berlusconi”, che di fatto pubblicò e regalò a tutti gli italiani sei mila tonnellate di carta per diffondere quella storia della sua vita con immagini nel 2001.

Una comunicazione politica contemporanea non può prescindere da una accurata gestione dell’immagine, e l’immagine e la comunicazione di ogni politico si esprimono anche con  i comportamenti, il linguaggio del corpo, più umano, alla portata di tutti (al di la del fatto che le immagini come le parole possono mentire).

Callie Shell / Aurora

Forse ci siamo abituati che in casa propria ognuno fa quel che vuole. E questo ci sta abituando a pensare che i fatti privati (commericali, familiari) non costituiscono la persona e che la persona (che votiamo e che siamo!!)  è la sua facciata “ufficiale”, il suo comizio, il suo concerto, la menzogna e la verità che dichiara, il suo potere, la sua benevola parcella. La fotografia è metafora per eccellenza, e se la metafora avvicina la politica alla gente, la fotografia contemporanea di reportage politico è alla portata di questo compito: rendere più democratica e introspettiva la democrazia.

P.S. Non ci ho pensato quando lui era con me:  “Married to the Mob” di Alberto Giuliani – l’interessantissimo lavoro di reportage fotografico sulle mafie del nostro Paese,  finalista al W. Eugene Smith 2008 – in un certo senso è un behind the scene delle mafie, in grado si darci la sensazione che le mafie sono tante e in mezzo a noi.  Il behind the scene della politica italiana (quella che comanda davvero) esiste!

Repeating Events 02 / 25 Marzo 2011_Speciale Hip Hop & Jazz goes Vintage

Speciale Hip Hop & Jazz goes Vintage

ESA, Dj SKizo, Rastea & Ugo de Crescenzo presentano:

Vintage Konfuchoes

Per allietare i visitatori della mostra fotografica ‘Underground DOC’
si realizzerà una Jam Session con il supporto del Vintage Music
Service. L’Hip Hop, il Jazz e un pizzico di elettronica verranno
reinterpretati su tastiere e batterie elettroniche d’epoca (anni 70/80),
Non mancate!

KONFUCHOES cover OK

20 10 2010 REPEATING EVENTS

20 10 2010 REPEATING EVENTS
collettiva, quartiere Isola (MI), varie sedi

post20102010
the Photographers’ room, in collaborazione con MiCamera, Beemind studio e Vintage Music Services omaggiano in questa data ricorsiva la ripetizione, che non è mai identica a se stessa.

Arctic Spleen di Piergiorgio Casotti I cesuralab slide show I Memoriae di Alberto Giuliani I Uncorruptable journalists di Antonio Tiso e Ilenia Piccioni I Partigiani di Andrea Boscardin e Arianna Sanesi collettivo Micro I Mibiga bikeshooting di Beemind studio I Arctic Spleen performance musicale di Massimo Zamboni

È nel cuore della fotografia che più ci piace e delle pratiche che sosteniamo quella spinta che ci porta a rivedere continuamente un’immagine, una posizione, per ricalibrarla, metterla in discussione, conquistarla con un occhio capace di vedere sempre più in profondità. La ripetizione ci libera dalla velocità di un evento continuamente consumato e forse mai assaporato, da una Milano che si presenta come uno slide show rapidissimo. Attraverso una serie di appuntamenti promuoviamo la sostenibilita’ dello sguardo e del saper guardare, riciclando e reinterpretando le immagini che ci circondano.
Questo primo incontro riproporrà alcune delle opere, degli artisti e degli argomenti toccati nell’arco del primo anno di esordio di the Photographers’ room. Ogni evento si arricchirà di nuove visioni e offrirà uno spunto per ulteriori approfondimenti al fine di creare un archivio dinamico di immagini, sempre aperto alla rivisitazione e alla consultazione, proprio come l’emeroteca di the Photographers’ room.

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20 10 2010 – Memoriae di Alberto GIULIANI

20 10 2010 REPEATING EVENTS     collettiva, quartiere Isola (MI), varie sedi

the Photographers’ room, in collaborazione con MiCamera, BeeMind studio e Vintage Music
Services omaggiano in questa data ricorsiva la ripetizione, che non è mai identica a se stessa.

(più informazioni sull’evento)

(c/o) the Photographers, room, proiezione alle ore 18.30

Memoriae

immagini e interviste: Alberto Giuliani con la collaborazione di: Andrea Amato, montaggio e post-produzione: Dario Sbrana, musica originale: Paola Turci
durata: 16 min.

Alberto Giuliani
Alberto Giuliani

©Alberto Giuliani, LuzPhotoAgency

Scrivo da una terra senza più dignità. Dove non lampeggiano solo le bombe del racket e i kalashnikov degli agguati, ma anche il vuoto terrorizzante della lupara bianca.
Scrivo dal cuore insanguinato delle mafie che governano la vita, la morte e la politica del sud Italia, trafficano cocaina nel mondo, regnano nel sud e nel nord america, uccidono in Europa, mettono bombe, vincono appalti, ricattano, eliminano.
Le mafie sono ancestrali e modernissime.
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